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sábado, 27 de fevereiro de 2021

Florianópolis, 2017



 

"Dietro di noi la notte schiude
i suoi fiori carnivori. Sabbia di sole
ci sbatte e ci sospinge verso il muto
traguardo del delitto."

Atrás de nós a noite descerra
suas flores carnívoras. Areia de sol
nos sacode nos incita rumo à muda
meta do delito.

"Come potrò resistere alla notte
che già serra i gerani le mie mani
Come potrò resistere al suo fiato
narcotico di ciclamino."

Como poderei resistir à noite
que aperta os gerânios as minhas mãos
Como poderei resistir ao sopro
narcótico de ciclame.

[Goliarda Sapienza]

[Trad. Valentina Cantori]

terça-feira, 19 de janeiro de 2021

"Se l'anima perde il suo dono allora perde terreno, se l'inferno
è una cosa certa, allora l'Abissinia della mia anima rinasce.
Se l'alba decide di morire, allora il fiume delle nostre
lacrime si allarga, e la voce di Dio rimane contemplata.
Se l'anima è ritrosia dei sensi, allora l'amore è una
scienza che cade al primo venuto. Se l'anima vende il suo
bagaglio allora l'inchiostro è un paradiso. Se l'anima
scende dal suo gradino, la terra muore.

Io contemplo gli uccelli che cantano ma la mia anima è
triste come il soldato in guerra."

[Amelia Rosselli]

Fortaleza de São José da Ponta Grossa
(Florianópolis, 2019)


sexta-feira, 8 de janeiro de 2021

Il tuo silenzio
dici
è pieno di me

Così so
come si sentono i morti
pensati dai vivi

[Michele Mari]

sábado, 26 de dezembro de 2020

"[...]per i suoi occhi bianchissimi, — per le sue
membra limpidissime, io vado cercando la gloria!
per le sue membra dolcissime, per i suoi occhi
rapidissimi, io vado cercando gente che nasconda
armi nella fratta. per i suoi occhi bianchissimi,
per la sua pelle lievissima per i suoi occhi
furbissimi, io vado cercando gente che nasconde. [...]"

[trecho de "La libellula. Panegirico della libertà", da Amelia Rosselli]

[aqui uma leitura mais honesta, sem aquela dramatização tosca]

Roma, 2020


quinta-feira, 17 de dezembro de 2020

Se posso perdonare, allora devo
riuscire a perdonare anche me stessa
e smetterla di starmi a giudicare
per come sono o come dovrei essere.
Qui non si tratta di consapevolezza
ma è la superbia che mi tiene stretta
in una stolta morsa che mi danna.
Eccomi infatti qui dannata a chiedermi
che cosa fare per essere perfetta.

Tenersi all’apparenza, forse descrivere
soltanto cose in mutua tenerezza.

[Patrizia Cavalli]

domingo, 13 de dezembro de 2020

terça-feira, 8 de dezembro de 2020

Io quando amavo desideravo non te ma le più dolci ironie d'una
vera semenza. Ecco è chiuso il cerchio separato da il tuo
volenterosa correvo a cercarti. Veramente non sapevo
chi ti voleva. Per esempio giocare dolcemente piangendo
sudando. Io non volevo lo tono screziato morire è
per me lo tono screziato.

Perché muori?

[poesia dedicata a Mich Perriera: "Geografia del male" romanzo, Amelia Rosselli]

sexta-feira, 27 de novembro de 2020

Poemas sobre nascer

Sono nata un venerdì, giorno pari dell’inverno
gli anni sgranati una vertebra alla volta.
Tolgo briciole dalla tavola della colonia antica
della casa bianca nel prato del bosco
dove andavamo insieme ai grandi;
la rosa di mia madre è testimonianza
sera che si scioglie tra le dita.

[Gisella Genna]

Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.

[Alda Merini]

Castelraimondo, 2020


sábado, 21 de novembro de 2020

Io vorrei, superato ogni tremore, Alda Merini

a mia madrae

Io vorrei, superato ogni tremore,
giungere alla bellezza che mi incalza,
dalla rovina del silenzio, fonda,
togliere la misura della voce
e cantare all'unisono coi suoni;
stamparmi nelle palme ogni vigore
in crescita perenne e modulare
un attento confine con le cose
ov'io possa con esse colloquiare
difesa sempre da incipienti caos.
Vorrei abitare nel segreto cuore
centro d'ogni più puro movimento,
animare di me gli spenti aspetti
dei fantasmi reali e riplasmare
le parabole ardenti ove ogni grazia
è tocca dal suo limite. Variata
stupendamente da codesti incontri
numererò la plurima mia essenza
entro un solo, perenne,
insistere di toni adolescenti.
Nell'aperta misura delle ali
del più libero uccello,
nel vigore degli alberi
nella chiarezza-musica dei venti,
nel frastuono puerile dei colori,
nell'aroma del frutto,
sarò creatura in unico e diverso
principio, senza origine né segno
d'ancestrale condanna.
E so, per questa verità, che il tempo
non crollerà spargendo le rovine
dei violati contatti alla mitezza
del mio nuovo apparire, né la sacra
identità del canto verrà meno
ai suoi idoli vivi.

quinta-feira, 10 de setembro de 2020

L'antica leggenda narra che il re Mida inseguì a lungo nella
foresta il saggio Sileno, seguace di Dionisio, senza prenderlo.
Quando quello gli cadde infine fra le mani, il re domandò
quale fosse la cosa migliore e più desiderabile per l'uomo.
- F. Nietzsche

Era già sera in terra,
nel caos e nella pena,
quando improvvisa mi arrivò la voce
tua che saliva le scale.
Allora, stretto contro lo spioncino,
dietro la porta, ho atteso
per vederti apparire deformata,
pupilla e pesciolino,
sperduta nell'acquario della lente.
E mentre tutto frana senza senso,
sali le scale e sembri dirmi: "Vivi
per me." Torni da pallavolo,
ma nella sacca mi porti l'antidoto,
tu stessa, ampolla, antidoto del male.

***

A antiga lenda narra que o rei Midas perseguiu longamente na
floresta o sábio Sileno, seguidor de Dionísio, sem chegar a alcançá-
lo. Quando finalmente Sileno caiu em suas mãos, o rei lhe
perguntou qual era a coisa melhor e mais desejável para o homem.
- F. Nietzsche

Já era noite na terra,
no caos e no pesar,
quando de repente chegou tua
voz subindo as escadas.
Então, colado no olho mágico,
atrás da porta, esperei
para te ver aparecer deformada,
pupila e peixinho,
perdida no aquário da lente.
E enquanto tudo desaba sem sentido,
sobes as escadas e pareces me dizer: "Vive
para mim." Estás voltando do vôlei,
mas na bolsa me trazes o antídoto,
tu mesma, ampola, antídoto do mal.

quarta-feira, 9 de setembro de 2020

Infanzia del lavoro / Infância do trabalho

Guarda questa bambina
che sta imparando a leggere:
tende le labbra, si concentra
tira su una parola dopo l'altra,
pesca, e la voce fa da canna,
fila, si flette, strappa
guizzanti queste lettere
ora alte nell'aria
luccicanti
al sole della pronuncia.

***

Olha essa menina
que está aprendendo a ler:
mexe os lábios, se concentra
fisga uma palavra após a outra,
pesca, e a voz como a vara
vai, se curva, apanha
essas letras coleantes
agora altas no ar
reluzentes
sob o sol da pronúncia.

[Valerio Magrelli, trad. Patricia Peterle e Lucia Wataghin]

sexta-feira, 21 de agosto de 2020

Che la materia provochi il contagio
se toccata nelle sue fibre ultime
recisa come il vitello dalla madre
come il maiale dal proprio cuore
stridendo nel vedere le sue membra strappate;

Che tale schianto generi
la stessa energia che divampa
quando la società si lacera, sacro velo del tempio
e la testa del re cade spiccata dal corpo dello stato
affinché il taumaturgo diventi la ferita;

Che l'abbraccio del focolare sia radiazione
rogo della natura che si disgrega
inerme davanti al sorriso degli astanti
per offrire un lievissimo aumento
della temperatura ambientale;

Che la forma di ogni produzione
implichi effrazione, scissione, un addio
e la storia sia l'atto del combùrere
e la Terra una tenera catasta di legname
messa a asciugare al sole,

è incredibile, no?

***

Que a matéria provoque o contágio
se tocada em suas últimas fibras
dividida como o bezerro da mãe
como o porco do seu próprio coração
esganiçando ao ver seus membros dilacerados;

Que tal aflição gere
a mesma energia que deflagra
quando a sociedade se despedaça, sacro véu do templo
e a cabeça do rei cai arrancada do corpo do estado
para que o taumaturgo se torne a ferida;

Que o abraço da lareira seja radiação
pira da natureza que se desagrega
inerme diante do sorriso dos presentes
para oferecer um levíssimo aumento
da temperatura ambiental;

Que a forma de toda produção
implique violação, cisão, um adeus
e a história seja o ato da combustão
e a Terra uma tenra pilha de madeira
posta a secar ao sol,

é incrível, não?


[Valerio Magrelli, trad. Patricia Peterle e Lucia Wataghin]

quinta-feira, 20 de agosto de 2020

 a mulher
é algo de misterioso
que está entre o canto
e a metáfora"

[Alda Merini]

Marulhada

 De tão líquida a mulher,
de tanto mar nos olhos,
a boca seca seca a alma.
O coração em ondas
escorre sobre a face.

[Francesca Cricelli]

Sto rifacendo la punta al pensiero,
come se il filo fosse logoro
e il segno divenuto opaco.
Gli occhi si consumano come matite
e la sera disegnano sul cervello
figure appena sgrossate e confuse.
Le immagini oscillano e il tratto si fa incerto,
gli oggetti si nascondono:
è come se parlassero per enigmi continui
ed ogni sguardo obbligasse
la mente a tradurre.
La miopia si fa quindi poesia,
dovendosi avvicinare al mondo
per separarlo dalla luce.
Anche il tempo subisce questo rallentamento:
i gesti si perdono, i saluti non vengono colti.
L’unica cosa che si profila nitida
è la prodigiosa difficoltà della visione.

[Valerio Magrelli]

 Tutto il mondo è vedovo se è vero che tu cammini ancora
tutto il mondo è vedovo se è vero! Tutto il mondo
è vero se è vero che tu cammini ancora, tutto il
mondo è vedovo se tu non muori! Tutto il mondo
è mio se è vero che tu non sei vivo ma solo
una lanterna per i miei occhi obliqui. Cieca rimasi
dalla tua nascita e l´importanza del nuovo giorno
non è che notte per la tua distanza. Cieca sono
ché tu cammini ancora! cieca sono che tu cammini
e il mondo è vedovo e il mondo è cieco se tu cammini
ancora aggrappato ai miei occhi celestiali.

[Amelia Rosselli]

Se impazzisco non fatemi del male.
Se sono stata una sentimentale,
sempre cascata nello stesso errore,
non fatemi del male, per favore.
Visto che… dato… dato… non so cosa,
ecco, ci siamo, divento nervosa;
è che li sento e che mi manca il fiato.
Dato che alla fine, tutto sommato,
io ho tentato. Ho voluto tentare.
E se ho sbagliato cosa posso fare?
sbagliare ancora e ancora e cosí via.
E cosí sia. In qualche modo sia,
per idiozia, per malattia e disgusti.
Non ci siamo capiti, siamo giusti,
siamo rimasti sempre degli estranei.
Compatrioti, miei contemporanei,
compagni senza occhi e senza orecchi,
secchi e secchi di sangue e sangue a secchi
dai vostri piccoli luridi cuori!
Venite sí o no a scavarmi fuori?
Muovetevi e portatemi con voi.
E dove poi? Li sento gli avvoltoi
che vanno e vengono lassú. Li sento
in certi momenti, in questo momento,
tutti i giorni lassú, da giorni e giorni.
Ne vengono persino dai dintorni,
a darsi il cambio, vengono, poi vanno.
Mangiano, scopano… Quanti saranno?
topi di giorno, tutto di nascosto…
Ma quanti saranno? Avanti, c’è posto!
Avanti! Forza, avanti, delinquenti,
e senza storie, foto, incartamenti…
Morti prima dell’alba? senti senti…

[Patrizia Valduga]

L’attesa

 Taci, anima mia. Son questi i tristi
giorni in cui senza volontà si vive,
i giorni dell’attesa disperata.
Come l’albero ignudo a mezzo inverno
che s’attrista nella deserta corte,
io non credo di mettere più foglie
e dubito d’averle messe mai.
Andando per la strada così solo
tra la gente che m’urta e non mi vede,
mi pare d’esser da me stesso assente.
E m’accalco ad udire dov’è ressa,
sosto dalle vetrine abbarbagliato
e mi volto al frusciare di ogni gonna.
Per la voce d’un cantastorie cieco
per l’improvviso lampo d’una nuca
mi sgocciolan dagli occhi sciocche lacrime
mi s’accendon negli occhi cupidigie.
Ché tutta la mia vita è nei miei occhi:
ogni cosa che passa la commuove
come debole vento un’acqua morta.
Io son come uno specchio rassegnato
che riflette ogni cosa per la via:
in me stesso non guardo perché nulla
vi troverei. E venuta la sera, nel mio letto
mi stendo lungo come in una bara.

[Camillo Sbarbaro, 1913]

terça-feira, 18 de agosto de 2020

Hoje penso em dois dos muitos mortos afogados
a poucos metros dessas costas ensolaradas
achados sob o casco, apertados, abraçados.

Indago se nos ossos crescerá o coral
e o que será do sangue dentro do sal,
então estudo – procuro nos velhos livros
de medicina legal de meu pai –
um manual onde as vítimas
são fotografadas junto com criminosos
em desordem: suicidas, assassinos, órgãos genitais
Nada de paisagem só o céu de aço das fotos,
raramente uma cadeira um torso coberto por um lençol,
os pés em cima de uma maca, nus.

Leio. Descubro que o termo exato é livor mortis.
O sangue se acumula em baixo e coagula
antes rubro depois roxo, enfim, se torna pó
e poe, sim, dissolver no sal.

[Antonella Anedda]
[09.06.2018]

 Io qui vagando al limitare intorno,
invan la pioggia invoco e la tempesta,
acciò che la ritenga al mio soggiorno.

Pure il vento muggía nella foresta,
e muggía tra le nubi il tuono errante,
pria che l’aurora in ciel fosse ridesta.

O care nubi, o cielo, o terra, o piante,
parte la donna mia: pietà, se trova
pietà nel mondo un infelice amante.

O turbine, or ti sveglia, or fate prova
di sommergermi, o nembi, insino a tanto
che il sole ad altre terre il dí rinnova.

S’apre il ciel, cade il soffio, in ogni canto
posan l’erbe e le frondi, e m’abbarbaglia
le luci il crudo Sol pregne di pianto. 

[Giacomo Leopardi]

One art

The art of losing isn’t hard to master; so many things seem filled with the intent to be lost that their loss is no disaster. Lose some...