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domingo, 16 de agosto de 2020

Spiegarsi

 Mentre io parlo, tu
guardi la giacca
buttata sul divano,
ma non lo trovi lì
quel che vuoi dire.
C’è un altro posto.
Se ti voltei a rispondere
arriva anche a me, la luce.

Mentre le cose
ti vengono nella voce
e ti scaldano, più le ascolto
più sento come sei via.
E anch’io, anch’io sono là.
Siamo così. Siamo quello che manca
in tutte le spiegazioni.

Fuori le case ferme
e in mezzo i platani che tremano.
Più capisco il discorso più le bocche,
frase per frase, le dita
e le orecchie, sento come rimangono
a posto, e non si toccano.

Vedi? Parlare ci separa. Eppure
nemmeno nella stretta di mano
più calda, occhi negli occhi,
nemmeno abbracciati,
pensi nel bacio più profondo
saremo mai vicini come siamo
nelle parole.

L’aria vibra, noi ci capiamo:
è questo l’imbarazzo che ci tiene,
ci stringe insieme.
A volte due che si fermano appena
per un saluto, un attimo,
quasi li schiaccia. E se non parlano rimane,
e cresce, e sembra l’unica cosa chiara.

Riguarda noi,
è nostro, questo imbarazzo.
Niente ne sanno le poltrone,
le piante, o questi cani
che se ne stanno lì incantati
uno di fronte all’altro senza faccia,
senza guardare.

Noi che guardiamo
coi gomiti e con la schiena,
e nelle vene più buie
ci siamo in faccia,
è per noi l’imbarazzo
per noi che a niente, a nessuno
saremo mai vicini fino in fondo.

È per noi che una volta, perché il mondo
potesse incontrare il mondo,
e ci fosse buon giorno e buona sera,
siamo venuti a stare
qui, sulle spine.

[Umberto Fiori]
[19.03.2018]

 Nelle aiuole qua intorno
sotto gli alberi
corrono i cani.
Poi silenzio, nessuno.
Allora questi tre sedili al sole
e i cespugli pieni di fiori
si lasciano vedere come sono.
Chiari, sono, e diventano
sempre più chiari.
Anche le piante: chiare foglia per foglia.
E le ombre nell’erba esatte,
e nel sentiero i sassi, uno per uno,
fatti così, così,
e sempre più precisi, finché di colpo
non assomigliano a niente:
ci sono, sono qui davvero.
Si sente tutta la salvezza allora,
tutto il pericolo.
E si rimane
lì, dritti, con le mani
in mano. Si sta come in ascensore
con uno, con un signore,
per un paio di piani.

[Umberto Fiori]
[17.11.2017]

One art

The art of losing isn’t hard to master; so many things seem filled with the intent to be lost that their loss is no disaster. Lose some...