terça-feira, 18 de agosto de 2020

 Io qui vagando al limitare intorno,
invan la pioggia invoco e la tempesta,
acciò che la ritenga al mio soggiorno.

Pure il vento muggía nella foresta,
e muggía tra le nubi il tuono errante,
pria che l’aurora in ciel fosse ridesta.

O care nubi, o cielo, o terra, o piante,
parte la donna mia: pietà, se trova
pietà nel mondo un infelice amante.

O turbine, or ti sveglia, or fate prova
di sommergermi, o nembi, insino a tanto
che il sole ad altre terre il dí rinnova.

S’apre il ciel, cade il soffio, in ogni canto
posan l’erbe e le frondi, e m’abbarbaglia
le luci il crudo Sol pregne di pianto. 

[Giacomo Leopardi]

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