Se impazzisco non fatemi del male.
Se sono stata una sentimentale,
sempre cascata nello stesso errore,
non fatemi del male, per favore.
Visto che… dato… dato… non so cosa,
ecco, ci siamo, divento nervosa;
è che li sento e che mi manca il fiato.
Dato che alla fine, tutto sommato,
io ho tentato. Ho voluto tentare.
E se ho sbagliato cosa posso fare?
sbagliare ancora e ancora e cosí via.
E cosí sia. In qualche modo sia,
per idiozia, per malattia e disgusti.
Non ci siamo capiti, siamo giusti,
siamo rimasti sempre degli estranei.
Compatrioti, miei contemporanei,
compagni senza occhi e senza orecchi,
secchi e secchi di sangue e sangue a secchi
dai vostri piccoli luridi cuori!
Venite sí o no a scavarmi fuori?
Muovetevi e portatemi con voi.
E dove poi? Li sento gli avvoltoi
che vanno e vengono lassú. Li sento
in certi momenti, in questo momento,
tutti i giorni lassú, da giorni e giorni.
Ne vengono persino dai dintorni,
a darsi il cambio, vengono, poi vanno.
Mangiano, scopano… Quanti saranno?
topi di giorno, tutto di nascosto…
Ma quanti saranno? Avanti, c’è posto!
Avanti! Forza, avanti, delinquenti,
e senza storie, foto, incartamenti…
Morti prima dell’alba? senti senti…
[Patrizia Valduga]
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