Nelle aiuole qua intorno
sotto gli alberi
corrono i cani.
Poi silenzio, nessuno.
Allora questi tre sedili al
sole
e i cespugli pieni di fiori
si lasciano vedere come
sono.
Chiari, sono, e diventano
sempre più chiari.
Anche le piante: chiare
foglia per foglia.
E le ombre nell’erba esatte,
e nel sentiero i sassi, uno
per uno,
fatti così, così,
e sempre più precisi, finché
di colpo
non assomigliano a niente:
ci sono, sono qui davvero.
Si sente tutta la salvezza
allora,
tutto il pericolo.
E si rimane
lì, dritti, con le mani
in mano. Si sta come in
ascensore
con uno, con un signore,
per un paio di piani.
[Umberto Fiori]
[17.11.2017]
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