uno finisce che si sveglia e trova
solo il tempo d’alzarsi che s’accorge
che c’è qualcosa intorno che non quadra
e non sa bene cosa e scruta e squadra
tutta la casa che gli sembra nuova
strana e tornato accanto al letto scorge
dalle coperte una mano che sporge
chi cazzo sarà mai miseria ladra
si dice e s’avvicina e intanto prova
a capirci qualcosa poi solleva
pian piano le coperte finché emerge
un corpo cristo è il suo e mentre bada
a svegliarsi la nebbia si dirada
e sente dirsi sì che lo sapeva
che si sarebbe sperso e intanto terge
il fetido sudore che sommerge
tutto il suo viso e dice via per strada
e fugge e vede il corpo che si leva
come a seguirlo il corpo che gli grava
ormai da sempre e che il suo corpo regge
soltanto per saldare quella rata
la cui scadenza a tutti è protestata
perché al tacito impegno ci legava
per rincarnare il mondo a quella legge
che vuole si raccolgano le schegge
che saltano dall’asse calettata
e tornino a bollire nella lava
[Gabriele Frasca]
[25.10.2017]
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