Una mattina, un gran vento improvviso entrò in casa sbattendo ogni cosa. E nello sconquasso portò la voce che il mare, grosso di colpo, aveva rovesciato le barche dei pescatori, al rientro. In un attimo si ritrovò sulla via con altri trafelati, scalpiccianti o di corsa. Sulla spiaggia, la scena appariva tutta marrone e gialla, urlante e sfrezzante. Alcuni provarono a spingere in acqua lancette di salvataggio, che vennero respinte dall’onda al primo scontro e messe di traverso, arenate, mortificate. Nel frangente, arrivarono i soprannomi dei pescatori in disgrazia, invisibili. Si alzarono gridi più forti dei sibili della bufera… e tentivi di colpire il mare, più curvi e agitati capannelli…
Quando i corpi furono ripescati, lontano e dopo interminati giorni, egli ascoltò il racconto del loro trasudante gonfiore. Forse lo vide… ma la memoria è cancellata.
Nessuna notizia delle barche.
[Eugenio Di Signoribus]
[11.04.2017]
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