"Ho parlato in sogno con te, Afrodite."
"Vorrei veramente essere morta.
Essa lasciandomi piangendo forte,
mi disse: 'Quanto ci è dato soffrire,
o Saffo: contro mia voglia
io devo abbandonarti.'
'Allontanati felice' risposi
'ma ricorda che fui di te
sempre amorosa.
Ma se tu dimenticherai
(e tu dimentichi!) io voglio ricordare
i nostri celesti patimenti:
le molte ghirlande di viole e rose
che a me vicina, sul grembo
intrecciasti col timo;
i vezzi di leggiadre corolle
che mi chiudesti intorno
al delicato collo;
e l'olio da re, forte di fiori,
che la tua mano lisciava
sulla lucida pelle;
e i molli letti
dove alle tenere fanciulle joniche
nasceva amore della tua bellezza."
[Safo, trad. Salvatore Quasimodo]
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