Il tuo nome che debole rossore
fu sulla terra! Dal vetro che già
brucia al dicembre e s’appanna al vapore
timido del mio fiato che non sa
rassegnarsi a tacerti, io che città
vedo, fioca di nebbie, cui un ardore
ultimo di cavalli e foglie dà
la parvenza del sangue?… Nell’albore
umido cui si sfanno anche le mura
dure di Roma, già altra paura
ora è nel petto – già altro, mio amore,
è lo schianto se all’improvviso d’una
voce che chiama, soltanto il rossore
d’una sciarpa carpisco nella bruma.
[Giorgio Caproni, em Cronistoria]
[02.08.2017]
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