Scolpire il mare…
Le sue musiche…
Lunghe,
le mobili sue cordigliere
crestate di neve…
Scolpire
- bluastre - le schegge
delle sue ire…
I frantumi
- contro murate o scogliere -
delle sue euforie…
Filarne il vetro in làmine
semiviperine…
In taglienti
nastri d’alghe…
Fissarne
- sotto le trasparenti
batterie del cielo - le bianche
catastrofi…
Lignificare
le esterrefatte allegrie
di chi vi si tuffa…
Scolpire
il mare fino a farne il volto
del dileguante…
Dire
(in calmerìa o in fortunale)
l’indicibile usando
il mare come materiale…
Il mare come costruzione…
Il mare come invenzione…
[Giorgio Caproni]
[10.10.2017]
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